Evoluzione normativa

Dal punto di vista prettamente giuridico il Consulente Finanziario Indipendente trova riferimento nel contratto d’opera (art. 2222 del Codice Civile) e si inquadra nella categoria del prestatore d’opera intellettuale, così come disciplinato dagli articoli 2229 e seguenti del Codice Civile.

In tale contesto il soggetto si obbliga, dietro corrispettivo e senza vincolo di subordinazione, ad eseguire un servizio od un’opera nei confronti del committente con lavoro prevalentemente personale, indipendentemente dal risultato che sarà raggiunto.

La normativa, che autorizza a svolgere l’attività di consulenza finanziaria indipendente, trova le sue origini nella legge n. 1 del 2 gennaio 1991 e la sua attuale e definitiva impostazione nella  Direttiva Europea 2004/39/CE; tale legge distingue due tipologie di attività:

  • La consulenza in materia di valori mobiliari, che rientra tra le attività di intermediazione mobiliare, dunque riservata esclusivamente alle S.I.M. (Società di Intermediazione Mobiliare);
  • La consulenza in materia di struttura finanziaria, strategia e organizzazione di impresa, cosiddetta finanza aziendale o “corporate finance”, attività rientrante fra i servizi accessori, quelli cioè che possono essere svolti sia dalle S.I.M. che da altri soggetti.

A seguito dell’entrata in vigore della Direttiva 93/22 del 10/05/1993 relativa ai servizi di investimento in valori mobiliari, il settore di riferimento subisce un irreversibile processo di trasformazione che ha inizio con l’emanazione del D. Lgs. n. 415 del 23 luglio 1996 (c.d. “Decreto Eurosim”) e si conclude con l’entrata in vigore del D. Lgs. n. 58/1998 (c.d. “Tuf” o Testo Unico della Finanza).

Nello specifico, il D. Lgs. n. 415/96:

  • Liberalizza l’attività di consulenza il cui esercizio, nell’ambito dell’applicazione della normativa precedente (legge 1/1991), era invece riservato esclusivamente alle S.I.M. autorizzate;
  • Ridefinisce la consulenza in materia di valori mobiliari, denominandola “consulenza in materia di strumenti finanziari” ed inserendola, con la finanza d’impresa, fra i servizi accessori (art. 1, comma 4, lettere d e f), eliminando la stessa dal gruppo delle attività riservate in via esclusiva alle S.I.M.

Il D.Lgs. n. 58/1998 Tuf, pur non comportando variazioni all’impostazione del decreto Eurosim, completa il processo di definizione dell’attività di consulenza (art. 1, comma 6, lettera f) stabilendo che la consulenza finanziaria diviene un’attività libera che chiunque, persona fisica o giuridica, S.I.M. o non S.I.M., può rendere agli investitori nei modi e nelle forme che più riterrà opportuni.

Il decreto legislativo specifica inoltre il limite posto all’attività di consulenza sugli investimenti, stabilendo che rimangono riservate agli Intermediari Finanziari Abilitati i cosiddetti “servizi d’investimento”, ovvero:

  • Negoziazione;
  • Gestione individuale di patrimoni;
  • Raccolta ordini;
  • Mediazione;
  • Sollecitazione al pubblico risparmio.

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