Casi studio
Storie reali di ripartenza
Dietro ogni caso c’è una persona reale che ha trovato una via d’uscita. Nomi e dettagli sono modificati per tutelarne la privacy; i percorsi raccontati sono autentici e ognuno diverso dagli altri.
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
La prima casa era già pignorata e all’asta. A tenerla in piedi, una lavoratrice part-time con un’intera famiglia di cinque persone sulle spalle e oltre 142.000 € di debiti tra mutuo, cessione del quinto e cartelle. Abbiamo costruito un piano di ristrutturazione del consumatore sostenuto da finanza esterna, e il Tribunale di Avellino lo ha omologato anche contro l’opposizione della banca. Oggi la famiglia è ancora nella sua casa: i debiti non garantiti sono stati ridotti al 7-10% e il resto cancellato.
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
Un solo reddito, part-time, e una disabilità: così una donna reggeva una famiglia già fragile, mentre la crisi dell’attività del marito faceva salire i debiti a oltre 160.000 € tra mutuo, finanziamenti e cartelle. Con noi ha presentato un piano di ristrutturazione del consumatore che salva la casa, paga per intero i creditori con diritto di precedenza e riduce gli altri. Il Tribunale di Latina lo ha omologato, giudicandolo in buona fede e più conveniente della liquidazione.
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
Nel 2007 il mutuo per la casa di famiglia era sostenibile. Poi la malattia neurologica di un figlio e la cassa integrazione lasciano un solo reddito: le rate saltano, la banca cede il credito e parte un pignoramento che porta l’abitazione fino alla quarta asta. Con un piano di ristrutturazione del consumatore il Tribunale di Taranto ferma il pignoramento e omologa: mutuo al 30%, altri debiti al 10%, e la casa che resta alla famiglia per 550 € al mese.
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
Si era indebitato per gli altri: le nozze, la madre anziana da sostenere, la sorella rimasta senza lavoro, vecchi prestiti da mettere in ordine. Nessuna spesa per sé, solo rate diventate troppo pesanti per un reddito modesto ma regolare. Il Tribunale di Roma ha sospeso le procedure in corso e omologato una ristrutturazione di poco più di cinque anni, pagata con una parte dello stipendio e senza una sola opposizione da parte dei creditori.
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
Undici finanziamenti, accesi da istituti diversi mentre una ludopatia certificata dal 2018 prendeva il sopravvento: per un dipendente pubblico, unico reddito di una famiglia con un figlio disabile, le rate avevano ormai superato lo stipendio. Non una scelta, ma una dipendenza. Il piano proponeva di pagare il 20% dei crediti, e il Tribunale di Napoli ha respinto le opposizioni: la malattia esclude la colpa grave e il finanziatore aveva concesso credito in violazione degli obblighi sul merito creditizio (art. 124-bis TUB).
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
Una casa costruita nel 2011 con un mutuo alla portata, grazie allo stipendio da operaio edile e all’aiuto dei genitori. Bastano due colpi — la morte del padre e la nascita della figlia — a rompere l’equilibrio: rate scoperte, immobile pignorato, asta fissata. Il Tribunale di Lecce sospende l’esecuzione e omologa un piano di 112 rate: mutuo al 49%, altri debiti al 2,64%, e la casa che resta, a 668 € al mese.
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
Due atti di precetto e il pignoramento della prima casa ormai imminente: per una coppia con una figlia piccola, l’instabilità lavorativa della moglie aveva reso il mutuo insostenibile. Siamo intervenuti ottenendo la sospensione del pignoramento, e l’abitazione è rimasta loro. Il piano familiare, omologato dal Tribunale di Viterbo, prevede il pagamento del mutuo al 46,6% e riduce gli altri debiti, saldati al 2,5%.
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
La casa l’avevano acquistata con la madre; alla sua scomparsa è rimasto solo il mutuo, tutto sulle loro spalle. Con un fratello disoccupato, l’altro in cassa integrazione e una malattia invalidante di mezzo, il debito era salito oltre i 325.000 €. Con un piano familiare i due hanno messo l’immobile a disposizione dei creditori: mutuo pagato al 69%, altri debiti all’8%. Il Tribunale di Roma ha omologato, senza nessuna opposizione.
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
Una famiglia con un figlio disabile, stretta tra l’aumento dei tassi del mutuo e il reddito crollato per la malattia della madre. Intorno, finanziamenti concessi senza valutarne davvero la sostenibilità, e la prima casa a rischio. Con un piano del consumatore in forma familiare abbiamo conservato l’abitazione e le auto, dimostrato l’assenza di colpa grave e ottenuto l’omologa dal Tribunale di Bergamo: gli altri debiti pagati solo in minima parte, il resto cancellato.
Liquidazione controllata
Il fallimento dell’azienda dove lavorava il marito lascia una famiglia di quattro con un solo stipendio, quello della moglie. Da lì è un effetto domino: arretrati sull’alloggio popolare, cessione del quinto, prestiti, pignoramento, fino a circa 67.700 € di debiti — tutti incolpevoli, nati dalla perdita del lavoro. Senza alternative sostenibili, i coniugi scelgono la liquidazione controllata: il Tribunale di Milano la apre e sospende lo sfratto.
Liquidazione controllata
La crisi del 2008 si porta via il lavoro di uno dei due e, poco dopo, la casa, venduta all’asta. Per anni la coppia rincorre il credito, accumulando debiti verso fisco, enti locali, banche e finanziarie, fino a un’esposizione impossibile da reggere. Con noi ha depositato un’unica domanda familiare di liquidazione controllata, accolta dal Tribunale di Mantova: si fermano pignoramento e cessione del quinto, i debiti si riducono, e i due possono finalmente ripartire.
Concordato minore
Una piccola barberia, oltre 138.000 € di debiti tra mutuo, finanziamenti e cartelle, e rate mensili più alte del reddito familiare: poi la chiusura per la pandemia azzera gli incassi. Con un concordato minore in continuità il Tribunale di Cassino omologa un piano di 132 rate che paga il mutuo e i creditori con precedenza, riduce gli altri debiti al 10% e permette di tenere aperta l’attività e conservare la casa, evitando la liquidazione.
Cosa hanno in comune queste storie
Storie diverse, un filo comune: nessuna di queste persone era in colpa, solo travolta da eventi più grandi — una malattia, un lavoro perso, una crisi. In ognuna abbiamo protetto ciò che conta — la casa, l’attività, la serenità — con lo strumento di legge più adatto e l’omologazione del Tribunale. Non promettiamo un esito, ma un percorso serio, fino alla ripartenza.
Raccontaci la tua situazione
Ogni storia è diversa: il modo migliore per capire cosa è possibile nel tuo caso è partire da una prima consulenza gratuita, senza impegno.
I casi riportati sono reali e anonimizzati; gli esiti descritti dipendono dalle circostanze specifiche e non costituiscono garanzia di risultato. Ogni situazione richiede una valutazione individuale.