È uno degli strumenti più flessibili tra le soluzioni per la crisi d’impresa, introdotto nel Codice della crisi (art. 64-bis). Consente all’impresa in stato di crisi di ristrutturare l’indebitamento mantenendo la gestione dell’azienda, con un piano approvato dai creditori e omologato dal Tribunale.
I creditori vengono suddivisi in classi omogenee. La caratteristica distintiva del PRO è la possibilità di distribuire il valore generato dal piano in deroga all’ordine delle cause di prelazione e alle regole ordinarie di distribuzione: una flessibilità che gli altri strumenti non offrono.
Per essere approvato, il piano richiede il consenso di tutte le classi di creditori. È questa la differenza sostanziale con il concordato, dove sono previsti meccanismi di superamento del dissenso di alcune classi.
Una volta approvato, il piano viene omologato dal Tribunale, che ne verifica la regolarità. Con l’omologazione, il PRO diventa vincolante per tutti i creditori, anche per quelli che non hanno votato a favore.
Il PRO nasce come alternativa più flessibile al concordato preventivo sul fronte della distribuzione del valore, ma “in cambio” richiede l’approvazione di tutte le classi. È utile valutarlo anche accanto agli accordi di ristrutturazione.
È indicato quando l’impresa ha bisogno di modulare la soddisfazione dei creditori in modo non standard e riesce a costruire un consenso ampio tra le diverse classi.
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È uno strumento disciplinato dall’art. 64-bis del Codice della crisi, con cui l’impresa ristruttura i debiti attraverso un piano approvato da tutte le classi dei creditori e omologato dal Tribunale. Durante la procedura l’imprenditore mantiene la gestione dell’azienda, sotto il controllo del commissario giudiziale.
Possono accedervi gli imprenditori commerciali diversi dalle imprese minori, quando si trovano in stato di crisi o insolvenza. Ne restano esclusi gli imprenditori agricoli e gli altri debitori soggetti alle procedure di sovraindebitamento.
Nel PRO il valore generato dal piano può essere distribuito anche in deroga all’ordine delle cause di prelazione, purché tutte le classi approvino la proposta. Nel concordato le regole distributive sono più vincolanti, ma, a determinate condizioni, l’omologazione è possibile anche con classi dissenzienti.
I creditori sono suddivisi in classi omogenee per posizione giuridica e interessi economici e votano separatamente. Tutte le classi devono approvare il piano; in ciascuna occorre la maggioranza dei crediti ammessi al voto oppure, se vota almeno la metà dei crediti della classe, i due terzi dei crediti dei votanti.
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