La composizione negoziata è uno degli strumenti più recenti tra le soluzioni per la crisi d’impresa. Si tratta di un percorso volontario e riservato per il risanamento dell’impresa, introdotto dal Codice della crisi. Non è una procedura giudiziale: l’imprenditore mantiene la gestione dell’azienda e, affiancato da un esperto terzo, tratta con i creditori per trovare una soluzione condivisa ed evitare esiti più gravi.
Possono accedervi le imprese in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che rendono probabile la crisi o l’insolvenza, ma per le quali il risanamento è ancora ragionevolmente perseguibile. È uno strumento aperto sia alle imprese commerciali sia a quelle agricole, di qualsiasi dimensione.
Il percorso si avvia con un’istanza sulla piattaforma telematica nazionale, accessibile tramite le Camere di Commercio. Alla domanda si allega la documentazione economico-finanziaria dell’impresa. Un’apposita commissione, istituita presso la Camera di Commercio, nomina quindi l’esperto indipendente, che convoca l’imprenditore e avvia le trattative con i creditori.
L’esperto è una figura terza e imparziale: non decide al posto delle parti, ma agevola il dialogo tra impresa e creditori per individuare soluzioni sostenibili. Al termine redige una relazione finale sull’andamento delle trattative.
Su richiesta, il Tribunale può concedere misure protettive, come la sospensione temporanea delle azioni esecutive e cautelari, per lavorare al risanamento senza pressioni. Il percorso può concludersi con un contratto o un accordo con i creditori; se non va a buon fine, restano aperte altre strade, incluso il concordato semplificato per la liquidazione.
Sono due strumenti molto diversi: la composizione negoziata è volontaria e stragiudiziale, il concordato preventivo è una procedura concorsuale. Abbiamo dedicato una guida al confronto: composizione negoziata o concordato preventivo. In alcuni casi può essere utile valutare anche gli accordi di ristrutturazione.
Ti affianchiamo dall’istanza fino all’accordo: prepariamo la documentazione, ti supportiamo nel confronto con l’esperto e nelle trattative con i creditori. A lavorare sul tuo caso è un team multidisciplinare, con la massima riservatezza in ogni fase.
Se le trattative non portano a una soluzione, l’imprenditore può valutare altri strumenti di regolazione della crisi. In presenza dei requisiti di legge, può anche accedere al concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio.
Può richiederla l’imprenditore commerciale o agricolo, indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa, quando si trova in una situazione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, ma il risanamento risulta ancora ragionevolmente perseguibile.
È uno strumento volontario e può svolgersi in modo riservato. L’imprenditore mantiene la gestione dell’azienda e, quando necessario, può richiedere misure protettive per limitare le iniziative individuali dei creditori durante le trattative. L’obiettivo è trovare una soluzione sostenibile evitando, dove possibile, l’apertura di una procedura concorsuale.
Il costo dipende dalla complessità del caso e può comprendere il compenso dell’esperto, le spese di procedura e gli onorari dei professionisti. In consulenza forniamo un quadro chiaro e trasparente dei costi prevedibili.
Prima si interviene, più ampie sono le soluzioni. Raccontaci la situazione della tua impresa: valuteremo se la composizione negoziata è la strada giusta per te.
I contenuti di questa pagina hanno finalità informative, non garantiscono alcun esito e non sostituiscono una consulenza legale o contabile personalizzata: ogni situazione richiede una valutazione individuale. Normativa aggiornata alla data di ultima revisione.